Un po’ di storia
Sembra che il nome di Ridracoli, piccolo raggruppamento di case, posto sull’omonimo ramo del fiume Bidente, abbia avuto origine da una corruzione del nome Rio degli Oracoli, dal latino Rivus Oracolorum. Questo starebbe a indicare la presenza di un tempio pagano lungo questo corso d’acqua. Nel tempio si credeva fosse presente una sibilla che pronunciava sentenze indirizzate ai viandanti. Fino al 1652 fu presente, nella sponda opposta del fiume rispetto al nucleo principale, un Eremo dedicato a San Lorenzo.
Il piccolo centro di Ridracoli è composto dalla chiesa dedicata a San Martino, un ponte con annesso un edificio in cui aveva sede un’osteria, qualche casa e un mulino. Vi è poi Palazzo Giovannetti, ora sede del ristorante “Il Palazzo” in cui aveva sede la scuola, spostata nella canonica nel 1961. Non molto distante dalla chiesa si trova il cimitero.
La costruzione della diga di Ridracoli
Negli anni ’50, per i crescenti bisogni delle attività industriali e per un’agricoltura sempre più intensiva ed esigente, i prelievi dalle falde acquifere divennero massicci e rapidi, provocando anche ingressione di acqua marina nelle falde sotterranee. Prima che il fenomeno assumesse proporzioni catastrofiche era necessario interrompere i prelievi dal sottosuolo e pensare a come fornire acqua alle popolazioni.
Infatti, da ricerche e indagini di esperti risultò, infatti, che era possibile utilizzare acque di superficie, realizzando un invaso artificiale nell’alto corso del fiume
Bidente. Ridracoli era la sede ideale per la costruzione della diga grazie a una combinazione ottimale di fattori: una posizione centrale rispetto all’area da servire, morfologia e geologia caratterizzate da elevata impermeabilità, assenza di infrastrutture e insediamenti nell’area dell’invaso, qualità delle acque elevata e idonea all’uso potabile, assenza di fonti inquinanti e copertura forestale estesa, che riduce l’apporto solido nel lago e prolunga l’efficienza dell’impianto
Fu così che l’allora Consorzio Acque per le Province di Forlì e Ravenna riuscì, nel 1975, a dare inizio ai lavori di costruzione della diga di Ridracoli, sulla base di un finanziamento iniziale, sostenuto integralmente dalla Regione Emilia Romagna e dai Comuni consorziati.
La grande opera costò circa 600 miliardi di lire.
I lavori di costruzione hanno avuto inizio nel 1975 (dopo 13 anni di studi) e si sono conclusi nel 1982. La distribuzione dell’acqua potabile alla Romagna è iniziata nel 1988. La Diga è un ottimo esempio di intervento altamente tecnologico che ha saputo integrarsi perfettamente nell’ecosistema esistente, nel pieno rispetto della natura.
La visita a Ridracoli: natura, divertimento, sport
Sono tante le possibilità per esplorare questo angolo di paradiso: un tour sul lago in battello elettrico, un’escursione guidata in canoa per esplorare gli angoli più nascosti, escursioni a piedi e in e-bike lungo i sentieri del Parco. Consigliatissima anche un’escursione lungo il Grandioso Anello di Ridracoli, premiato nel 2024 e confermato anche per il 2025 da SiViaggia.it come miglior percorso per Mountain Bike in Italia. Chi ama l’avventura può anche partecipare a escursioni notturne, in cui il parco si rivela sotto una luce completamente diversa.
Per un’esperienza davvero esclusiva, la visita guidata Ai piedi del gigante, per vedere la diga da un’altra prospettiva e scoprire come funziona l’imponente sistema di controllo della struttura. Un’avventura unica, accessibile solo con l’accompagnamento di un esperto.
Per i più sportivi, Ridracoli offre esperienze uniche come il Triathlon delle Foreste Casentinesi, che combina trekking, canoa ed e-bike in un’unica giornata carica di adrenalina. Il canoa trekking è un mix perfetto tra escursione e navigazione, per esplorare il territorio da un punto di vista diverso.
Anche le attività didattiche sono intense: la dia e il lago di Ridracoli sono una meta privilegiata per i viaggi d’istruzione per tante scuole italiane.
Idro: l’Ecomuseo delle Acque di Ridracoli
Idro è un museo diffuso che si sviluppa attorno alla diga di Ridracoli.
Aperto al pubblico dal 2004, Idro è situato esattamente dove un tempo sorgeva il villaggio degli operai impegnati nella realizzazione della diga. La sede principale dell’Ecomuseo si articola su quattro piani di sale espositive, sia classiche che multimediali. Attraverso questi spazi esplori la distribuzione dell’acqua sul pianeta, la sua importanza per la vita e il suo ruolo fondamentale nel mondo naturale. Un’attenzione particolare è dedicata al percorso dell’acqua di Ridracoli dal bacino idrografico alla diga, dal potabilizzatore fino alle nostre case. Inoltre, si possono scoprire la fauna della Valle del Bidente.
Un serbatoio di preziosa acqua potabile…
Il grande invaso di Ridracoli è in grado di soddisfare il 50% del fabbisogno idrico romagnolo. Infatti, alimentando il grande acquedotto, inaugurato nel 1988, il serbatoio serve il territorio di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e la Repubblica di San Marino, assicurando a 950.000 abitanti e a milioni di turisti un’acqua di ottima qualità.
… E anche un produttore di energia elettrica!
Le acque del lago di Ridracoli alimentano anche una centrale idroelettrica, in concessione ad Enel Green Power S.p.A., che sfrutta il salto altimetrico tra l’invaso e le vasche di raccolta a Isola. La centrale ha una potenza di circa 7 MW e nel 2021 ha prodotto 31.756.068 kWh

